Pippo, Topolino e la Modern Monetary Theory

di Enrico Sestini

Leggo articoli sulla Modern Monetary Theory con lo stesso atteggiamento con cui Pippo guarda una strada che ha sempre percorso avanti ed in dietro, e si domanda come sia possibile che una salita vista dal basso somigli a una discesa. Gli stessi concetti economici vengono stravolti, ed appaiono l’esatto contrario di quello che apparivano prima. E sembra tutto sensato!

Come e’ possibile che mi sia sempre sfuggito tutto questo? Come e’ possibile che sia sfuggito a tutti? Qualcosa mi sfugge…

Parliamo della creazione del denaro : in un mondo in cui uno Stato emette una moneta sovrana, prima lo Stato spende, e solo allora si crea la moneta; e non il contrario. Per lo Stato indebitarsi e’ come creare moneta, solo un pò più complicato. Il debito dello Stato e’ equivalente alla ricchezza dei cittadini: più lo Stato si indebita, più i cittadini diventano ricchi. E’ vero!

Parliamo del costo del denaro : in un mondo in cui uno Stato emette una moneta sovrana, chi puo’ obbligare lo Stato a pagare interessi sul debito pubblico? Nessuno. E i soldi risparmiati sugli interessi possono essere usati per migliorare la vita della popolazione. Tutto vero.

Parliamo delle tasse : in un mondo in cui uno Stato emette una moneta sovrana, le tasse (e le imposte) non sono un modo per procurarsi le risorse necessarie al funzionamento dell’apparato pubblico; sono solo un modo per imporre la propria moneta nazionale, per indirizzare il comportamento dei cittadini e delle aziende, per sanzionarne i comportamenti scorretti o premiarne i comportamenti virtuosi, per aumentare o diminuire la quantità di moneta in circolazione. Indiscutibile.

Parliamo del risparmio : l’accumulo di ricchezza estrema da parte di privati non aiuta l’economia, dato che e’ liquidità sottratta agli investimenti ed al consumo, e dato che crea un consumo elitario con utilità marginale bassa: per questo e’ giusto tassarla. Piuttosto vero.

Parliamo dell’inflazione : emettere moneta nei periodi di crisi non e’ poi cosi pericoloso, dato che e’ facilmente controllabile in presenza di alti livelli di disoccupazione, se chi riceve il denaro lo utilizza per produrre beni e servizi. Si, ma in passato e’ sempre successo cosi?

Parliamo dell’import-export : il primo e’ aumento della ricchezza in beni reali di uno Stato, il secondo e’ un depauperamento della sua ricchezza in beni reali. Quindi l’import e’ positivo, l’export e’ negativo, e non il contrario. Incredibile.

Parliamo dell’euro e della lira. In caso di rinascita della lira e di sua circolazione in parallelo con l’euro, la lira non si svaluterebbe rispetto all’euro, anzi, correrebbe il rischio di rivalutarsi troppo. Sarà…

Quindi noi italiani dobbiamo correre precipitosamente a ristampare la vecchia lira, e a inondare il settore produttivo pubblico e privato con essa? E le varianti del lancio di pacchi di lire dagli elicotteri  e della caccia al tesoro delle bottiglie piene di lire sono poco consigliate? Per spezzare una lancia in favore, bisogna dire che gli americani e i giapponesi devono essere stati dei convinti sostenitori (nel più assoluto segreto) della Modern Monetary Theory, e sembra l’abbiano applicata negli ultimi anni in molti suoi aspetti con assiduità, noncuranti di quanto facevamo noi europei (ovvero l’esatto contrario). Dov’e’ la fregatura? Oppure e’ tutto giusto?

Di certo la Modern Monetary Theory minimizza il fatto che oltre il 90% dell’offerta di moneta nel mondo e’ creata dalle banche, non dagli Stati, e che per prestare la moneta creata dal nulla le banche si fanno pagare interessi, e continueranno anche se l’Italia segue la Modern Monetary Theory. Reggerà il settore finanziario italiano in caso di rinascita della lira? E’ necessario proibire alle banche italiane di creare moneta? Gli italiani avranno bisogno di cedere lire per ottenere valuta estera? Dovranno indebitarsi in valuta estera al fine di investire all’estero, acquistare beni all’estero o speculare sui mercati finanziari esteri? I saldi che risulteranno nelle varie banche centrali cosa determineranno, come verranno regolati? Bisognera’ chiudere le frontiere? Tutta una serie di domande (queste e altre) che richiedono modelli economici sofisticati e molta competenza in materia.

Ma di una cosa sono certo, e non depone a favore della Modern Monetary Theory. Per funzionare si basa su un concetto, quello dell’interesse comune che supera l’interesse dei singoli. E sul fatto che gli amministratori pubblici agiscano nell’interesse comune. E che sappiano indirizzare la creazione di moneta verso la produzione di beni e servizi, non verso il risparmio e la speculazione. E che sappiano far funzionare l’intero settore pubblico, pari alla metà dell’intero PIL, con la stessa efficienza ed efficacia del settore privato, sapendo condurre entrambi al raggiungimento della piena occupazione, mantenendo una produttività paragonabile a quella dei mercati esteri (altrimenti bisogna chiudere le frontiere). Solo a titolo di esempio, chi lavora all’interno di un programma di lavoro garantito creato per la piena occupazione dovrebbe lavorare bene, generando ricchezza reale, senza fare il furbo o tirare a campare. Bene, tutte queste condizioni non si sono quasi mai verificate in 150 anni di Repubblica Italiana; e i pochi soggetti che ci sono riusciti avevano alle spalle una guerra, ed erano molto motivati a far funzionare di nuovo l’Italia.

Quindi, come giudicherebbe la Modern Monetary Theory il saggio Topolino, l’amico del cuore di Pippo? Probabilmente così:  a certe condizioni può avere senso, ma queste condizioni sono difficili da realizzare in Italia.

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