I miti veri o falsi del debito pubblico italiano

di Enrico Sestini

Il problema dell’elevato debito pubblico italiano non e’ tanto la spesa pubblica primaria (l’erogazione di servizi da parte dello Stato), mediamente inferiore a quella dei principali paesi europei. I problemi veri sono altri tre:

– I tassi di interesse troppo elevati sul debito pubblico italiano
– L’inadeguata raccolta fiscale, che ha generato disavanzo coperto da nuovo debito
– L’inefficienza della spesa pubblica italiana, che non ha generato abbastanza Pil per ripagare gli interessi sul debito generato

Oggi il debito pubblico italiano e’ formato prevalentemente di interessi sul debito che sono stati ripagati facendo altro debito; e questo ha generato nuovi interessi ad un tasso superiore alla nostra capacità di ripagarli, quindi il debito ha continuato ad aumentare. Quello che ci ha azzoppato sono gli interessi reali pagati negli anni ’90 (quando si e’ domata l’inflazione), interessi  reali che hanno raggiunto anche il tasso dell’8%. Negli anni ’70 (quelli dell’inflazione sfrenata) erano invece negativi, ovvero lo Stato nella realtà non pagava interessi. Oggi paghiamo un interesse reale del 3%, troppo elavato per un Paese che possiede ricchezze superiori ai propri debiti; soprattutto considerando che i Paesi nella nostra stessa situazione, e nostri concorrenti, pagano interessi reali praticamente nulli. Ed un terzo degli interessi vanno all’estero, un’emorragia da 25 miliardi di euro all’anno che non ci possiamo permettere (fino agli anni ’90 il debito pubblico italiano in mano a stranieri era praticamente nullo).

Oggi il debito pubblico italiano e’ formato di entrate fiscali inadeguate, a causa dell’elevata evasione fiscale di alcune categorie sociali, ovvero tutte quelle che non subiscono una ritenuta alla fonte.

Oggi il debito pubblico italiano e’ formato di spesa pubblica inefficiente, troppo spesso erogata per tirare a campare o far campare gli amici o far campare i propri elettori.

Quindi possiamo tagliare finche’ vogliamo i capitoli di spesa pubblica primaria e non risolveremo comunque il problema. Dobbiamo prima intervenire sui tassi di interesse, troppo elevati; sull’evasione fiscale di alcune categorire sociali; sui bassi investimenti pubblici produttivi e sull’inefficienza della spesa pubblica attuale, che non genera nuovo Pil in maniera adeguata.

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