La Genesi

di Enrico Sestini

Il primo giorno Dio creo’ l’uomo, la donna e varie altre amenita’, tra cui la terra, l’aria per respirare, il cibo per mangiare, l’oro, la cellulosa con cui stampare le banconote, i pigmenti per colorarle, il metallo per le rotative ed il silicio per i computer.

Il giorno dopo l’uomo e la donna si misero in moto; pensarono lo stato, le imprese, la banca centrale, le banche commerciali ed i ruoli : il cittadino, il politico, l’imprenditore, il banchiere di banca centrale, il banchiere di banca commerciale. Quindi sparpagliarono l’oro da far raccogliere ai cittadini, costruirono le rotative e stamparono le banconote da scambiare con l’oro raccolto dai cittadini.

Il terzo giorno tutto era pronto : la donna procreo’, i ruoli furono assegnati e tutti i cittadini iniziarono a lavorare, i politici iniziarono ad investire in spesa pubblica emettendo titoli di stato e facendosi prestare denaro dalla banca centrale, le banche commerciali iniziarono a raccogliere i depositi e a prestare denaro. Il tutto creava profitti, perdite, crediti, debiti tra i vari cittadini, le imprese, lo stato,  la banca centrale e le banche commerciali; a fine giornata i saldi venivano obbligatoriamente depositati in banca centrale.

Per un po’ di tempo tutto funziono’ alla grande: lo stato investiva, i cittadini lavoravano, si creavano palazzi, automobili, telefonini; si andava in vacanza, si andava in pizzeria e poi al cinema, e si mandavano i figli a scuola. Insomma, si creava ricchezza e la si spendeva, la si rispamiava, o la si investiva. L’offerta di moneta aumentava in modo proporzionale per permettere al sistema di funzionare, come aumenta in modo naturale il sangue in un corpo per permettere la circolazione dei nutrienti e quindi il funzionamento equilibrato del corpo stesso.

Poi, un brutto giorno, tutto deraglio’ : la donna convinse l’uomo a morsicare la mela, ed entrambi furono buttarti fuori dal paradiso.

Da quel momento la donna procreo’ con dolore. E l’uomo svincolo’ l’emissione di moneta della banca centrale dalla quantità di oro posseduto, proibi’ ai politici di indebitare lo stato con la banca centrale (illimitatamente, a costo zero) pregandoli di rivolgersi alle banche commerciali (nel limite del merito bancario attribuito allo stato, e pagando interessi), privatizzo’ le banche commerciali e permise loro di prestare denaro che esse stesse creavano attraverso una semplice scrittura contabile nel computer: credito verso caio (o tizio o sempronio) a conto corrente di caio (o tizio o sempronio). Con l’unico vincolo di prestare denaro non piu’ di 10 volte il patrimonio (l’uomo chiamo’ questo vincolo tier, poi lo incasino’ un po’ ed inizio’ a chiamarlo tier 1, tier 2, tier 3, e di tanto in tanto cambio’ la regola e la percentuale richiesta) e di prestare denaro non piu’ di 50 volte le riserve vincolate in banca centrale (l’uomo chiamo’ questo vincolo riserva obbligatoria, e di tanto in tanto cambiò la regola e la percentuale richiesta). Presto l’offerta di moneta creata dal nulla dalle banche commerciali divento’ nove volte la base monetaria creata dalla banca centrale, per inciso ora anch’essa creata dal nulla.

Il tutto non sembrava tanto male, a parte per la donna, che di male ne provava molto quando procreava. Forse. O forse no. Perche’ ora non era piu’ l’economia che creava il denaro, ma era il denaro che creava l’economia. E non c’era piu’ relazione diretta tra denaro ed economia: era come se un medico ora potesse decidere a piacimento di fare una trasfusione di due litri di sangue in un corpo per ravvivarlo, oppure potesse decidere un salasso di due litri di sangue per debilitarlo. Ora si potevano creare a piacimento espansioni economiche o recessioni, provocare inflazione o calmierare i prezzi, generare bolle speculative, o arricchire stati impoverendone altri, o arricchire banchieri impoverendo cittadini. Chi comandava decideva in funzione delle proprie idee, sensazioni, desideri, convenienze, ideologie. Ora il denaro non aveva più alcun valore reale. Non che ne avesse molto in passato, perche’ e’ corretto dire che ‘anche un chilo d’oro, o una banconota da 500 euro, o un ettaro di terra valgono meno di un bicchiere d’acqua se sei nel deserto e stai morendo di sete’. Ma di certo ora la situazione era molto peggiore, visto che anche a casa, in una situazione di assoluta normalita’, nessuno era piu’ in grado di dire quanto valesse una banconota da 500 euro: dipendeva da quanto denaro avevano creato le banche commerciali dal nulla quel giorno, dipendeva da quanta base monetaria aveva creato la banca centrale dal nulla quella notte, dipendeva da quanto cresceva o stagnava l’economia, dipendeva soprattutto dalle aspettative della gente circa l’andamento futuro dell’economia. Ed infatti, su quella banconota da 500 euro non c’era piu’ scritto che rappresentava un credito verso lo stato, o che valeva una certa quantità di oro. Non c’era scritto nulla perche’ era meglio che scrivere ‘Non so, prova a scambiarla con qualche cos’altro e vedi se ci riesci’.

Tutti insomma vivevano in un sogno, aleggiavano nel vuoto, galleggiavano sopra le nuvole. E potevano farlo perche’ non se ne rendevano conto. Perche’ se si svegliavano tutti insieme e capivano la reale situazione, presi dal panico correvano tutti insieme in banca e chiedevano di ritirare il saldo del proprio conto corrente per scambiarlo con qualche cos’altro, e non ci riuscivano. E da quel giorno progressivamente il sistema crollava perche’ nessuno poteva ritirare i propri risparmi, nessuno si fidava piu’ del valore delle banconote, e nessuno pagava piu’: funzionava solo lo scambio. Quindi l’economia si inceppava, i dipendenti perdevano il posto di lavoro, le centrali elettriche si spegnevano, i camion ed i treni non portavano più il cibo e gli acquedotti non portavano piu’ acqua ai rubinetti. Nel tempo a milioni morivano di sete o di fame, sopravviveva solo chi era vicino ad una sorgente d’acqua, chi aveva terra e sapeva coltivare, chi aveva bestiame e sapeva allevarlo, e chi aveva una pistola per andare dai primi tre per ammazzarli e rubargli l’acqua ed il cibo.

E i sopravvissuti vivevano o si ammazzavano finche’ a forza di ammazzarsi non rimanevano in pochi, ed esausti deponevano le armi e dicevano : ok, ora tu fai il cittadino, tu fai l’imprenditore, tu fai il politico, tu fai il banchiere di banca centrale, tu fai il banchiere di banca commerciale. Riproviamoci, ma questa volta facciamolo un po’ meglio.

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